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Cover reveal: L’ultima luna

Titolo: L’ultima luna

Autore: Patrizia Poli

CE: Milena edizioni collana Milena in Love

TRAMA: Africa, primi anni Ottanta. Mary Connelly condivide lo stesso pazzo amore per la savana di suo padre Jeff, ricco industriale inglese trasferitosi in Kenya. Lei è cresciuta lì, con quelle albe trasparenti e quei tramonti infuocati, con quella terra rossa e quei cieli mai veramente sgombri di nuvole. Non c’è posto al mondo che Mary e suo padre amino come la riserva del Masai Mara, non hanno bisogno di nient’altro per essere felici.

Ma la madre, l’angloindiana Violet, che ama follemente il marito ma non si è mai sentita legata alla figlia, sogna l’Inghilterra e non si rassegna a quella vita. Riesce almeno a vincere su un punto: la famiglia ha bisogno della medicina inglese. Così, a Casa Connelly arriva il dottor Morgan Lawson, giovane, inquieto, subito catturato dall’atmosfera esotica, dal fascino di una terra che non è come la si vede in cartolina ma, quando ti afferra, non ti lascia più.

Mary è infastidita, non ama ciò che è inglese, non vuole estranei in casa sua. Entrambi alla ricerca di se stessi e del senso della vita, si scrutano, si girano intorno guardinghi, si cercano pur senza ammetterlo. Del resto, quando la scintilla scocca, non c’è nulla da fare.

ESTRATTI

Simba, il re dell’altopiano, le aveva affondato in cuore il suo artiglio rosso della terra della savana. Si sentiva di nuovo pronta, disposta a rischiare. Avrebbe sofferto, ma avrebbe preteso anche la sua parte di gioia. Una vita di certezze è una vita sopportata, non vissuta.

Essere innamorata voleva dire aprire gli occhi una seconda volta, guardare il mondo col cuore. Era come se tutte le cose che aveva incontrato lungo il sentiero della vita – lo sterpo, il ragno, l’ombrello dell’acacia – assumessero il loro pieno significato soltanto ora che in fondo al cammino aveva trovato Morgan. Ogni oggetto era terso, nitido, se stesso più che mai; ogni notte c’erano stelle fulgide nel cielo freddo e una luna uscita dal sogno di un bambino. Lei partecipava con tutti i sensi vigili e acuti e, nello stesso tempo, si sentiva estranea, chiusa e raccolta al centro di se stessa, là dove germogliava il suo sentimento. Il suo corpo era vivo, in armonia con il creato. Provava angoscia e, insieme, una struggente felicità, si sentiva sulle labbra il marchio a fuoco del bacio, si guardava allo specchio dicendosi che era giunto il tempo di vivere.

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