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Nuova Uscita : Qualunque sia il tuo nome di Laura Baldo

Titolo: Qualunque sia il tuo nome

Autore: Laura Baldo

CE. eLit Harmony

Trama:

Polonia, 1941/1948


Anna, scortata da una guardia, sta percorrendo un corridoio del quartier generale della Gestapo a Varsavia e sente una voce, che le provoca un tumulto di emozioni dolorose e laceranti. La voce appartiene a un ufficiale in divisa da SS, dall’aria arrogante e dagli occhi di ghiaccio che sembrano non riconoscerla.

Lei però di lui non può dimenticarsi. Lo ha soccorso tre anni prima quando, ferito, è comparso nel fienile della fattoria di famiglia a Poznan. Tra loro era scoccata una scintilla, ma dopo che lui è partito Anna ha scoperto che le aveva mentito sulla propria identità, forse addirittura sul nome.

E un dubbio ancora più grande la perseguita da allora: è davvero lui l’autore della soffiata che ha cambiato il corso della sua vita, spingendola a unirsi alla Resistenza per cercare vendetta?

Uscita:16 dicembre disponibile su Kobo

In anteprima per voi il prologo di “Qualunque sia il tuo nome” di Laura Baldo .

Prologo

Varsavia, luglio 1944 Il camioncino militare, coperto da un telone che le impedisce di vedere fuori, procede sobbalzando per le strade di Varsavia. Le altre persone sedute con lei, una decina di uomini, due donne e un ragazzino, stanno in silenzio. Anna non ha idea del perché siano stati presi, erano già a bordo quando l’hanno fatta salire, con un fucile puntato alla schiena. Sebbene il cuore le batta forte e un velo di sudore gelido si sia diffuso sulla sua pelle, è già preparata da tempo a questa eventualità, e non ha rimpianti. Comunque vada, non c’è nessuno che si dispererà per la sua assenza. Le strade sono affollate, e il mezzo procede lentamente, con una scorta armata sia davanti che dietro. Negli ultimi mesi le misure di sicurezza si sono accentuate. L’esercito clandestino ha organizzato alcuni assalti ai trasporti di prigionieri, oltre a diverse esecuzioni di membri delle SS particolarmente odiati. Anna non si sogna di sperare che qualcuno rischi la vita per liberare lei, tanto più che questo genere di azioni va pianificato, e il suo arresto è stato troppo improvviso perché qualcuno ne sia al corrente. È stata fermata per strada, poco lontano dall’appartamento dove aveva appena tenuto una lezione.

I luoghi d’incontro, di solito dimore di membri o simpatizzanti della Resistenza di comprovata fiducia, cambiano ogni due settimane per maggior sicurezza, e i gruppi di studenti sono sempre piccoli. Si augura che stessero aspettando proprio lei, e che nessuno dei suoi sei studenti sia stato fermato mentre uscivano alla spicciolata. Anna non si fa illusioni: se anche l’hanno arrestata per la scuola clandestina, c’è la possibilità che saltino fuori le altre sue attività degli ultimi anni. In quel caso dubita che resterà viva a lungo. Il camion fa una brusca svolta a destra e rallenta, per fermarsi poco dopo, strappandola ai suoi pensieri. Le facce degli altri prigionieri sono tutte ugualmente spaventate. Un istante dopo il telone viene aperto e compare un milite SS, che con un mitra in mano fa loro segno di scendere, gridando: «Alle heraus!». Batte le palpebre per riabituarsi alla forte luce del sole estivo, ma non ha il tempo di guardarsi attorno perché il gruppetto viene spinto avanti attraverso il cortile. Riesce a cogliere solo un lembo di filo spinato e delle sentinelle nelle torrette e bunker fortificati. Pur non essendoci mai stata, riconosce il posto dai racconti dei pochi tanto fortunati da essere stati qui ed esserne usciti con le loro gambe. Il quartier generale della Gestapo a Varsavia, in corso Szucha, in quella che un tempo era la sede del Ministero della Pubblica Educazione e delle Credenze Religiose. Anna ci trova un non so che di ironico. Si lascia condurre all’interno con la mente del tutto vuota, ha già deciso che comunque vada non dirà niente, e non c’è molto con cui possano minacciarla. Getta solo un’ultima occhiata al cielo azzurro intenso sopra la città, nel caso non dovesse rivederlo. Vengono condotti lungo una serie di corridoi riecheggianti di passi e di voci secche che parlano in

tedesco. Da qualche parte una radio a tutto volume trasmette della musica. Anna lo trova bizzarro, finché, aguzzando le orecchie, non coglie delle urla soffocate e capisce. Giunti in una lunga stanza nel seminterrato, vengono fatti sedere su panche, mentre un paio di guardie restano a tenerli d’occhio. Uno alla volta, vengono condotti via, probabilmente per essere interrogati. Quand’è il suo turno Anna segue i guardiani a testa alta e in silenzio. Sale delle scale e percorre un’altra serie di corridoi. In giro ci sono solo agenti in divisa delle SS o in borghese, e nessuno fa caso a lei. Poi, nello svoltare un angolo, le giunge alle orecchie una voce che le suona stranamente familiare. Per un istante si chiede se sia un conoscente arrestato, ma no, la voce parla in tedesco, in tono calmo e autoritario. Appartiene a un ufficiale in divisa, di spalle, poco più avanti nel corridoio. Solo quando gli passa accanto Anna riesce a vederlo in faccia e, per la prima volta dopo molto tempo, sente un tumulto di emozioni dolorose e laceranti risvegliarsi dentro di lei. Forse, se non avesse udito la sua voce, non l’avrebbe nemmeno riconosciuto. Anche lui è cambiato, e non è solo la divisa da SS: è soprattutto la sua espressione distaccata e arrogante, perfino mentre chiacchiera in modo amichevole con un collega. Gli occhi rimangono freddi, come schegge di giada offuscate dalla polvere. Quello non può essere lo stesso uomo che ha conosciuto tre anni prima, nella fattoria vicino a Poznan che un tempo apparteneva alla sua famiglia. Quell’uomo era gentile, pieno di passione, riusciva a farla sorridere… e non era certo vestito così. Anna rallenta il passo senza rendersene conto, incapace

di distogliere lo sguardo, o di credere a quello che sta vedendo. Una delle due guardie la spinge avanti in modo brusco, e questo attira l’attenzione di lui. Werner, o qualunque sia il suo nome, alza distrattamente lo sguardo e incrocia il suo. Anna è quasi certa che l’abbia riconosciuta, ma la sorpresa di lui dura una frazione di secondo, prima che gli occhi tornino a concentrarsi sul suo interlocutore, come se lei non esistesse.

Estratti :


Quello che hanno detto su questo romanzo.

«Per la trama ricca, toccante e coinvolgente, scritta con un linguaggio accurato e appropriato.

Per aver saputo tratteggiare i protagonisti principali in tutte le loro sfaccettature,

caratterizzandoli senza tralasciarne alcuna ombra.

La storia d’amore di Anna e Werner, sullo sfondo degli orrori della Seconda Guerra Mondiale,

prende vita e cresce attraverso i dubbi  e le fragilità dei protagonisti,

provenienti da mondi e ideologie diverse.

Per aver saputo, infine, raccontare le atrocità della guerra con estrema sensibilità

riuscendo a bilanciare armoniosamente la Storia collettiva con la storia personale.»

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